Quest’opera del 1496 fu alterata nel 1659, per l’aggiunta di due figure nell’ordine inferiore (Sant’Antonio e Santa Lucia a sinistra) e due a fianco della lunetta, l’Annunciata e San Gabriele Arcangelo. L’alterazione provoca un contrasto di stile, che si tentò di mascherare prolungando la cornice con due semplici paraste senza fregi.
Il Bambino giace in terra in una posa innaturale e rigida, adorato da una Vergine vestita di damascato ed in piedi davanti ad un drappo che copre il trono. Nei volti del bimbo e degli angeli si riconoscono gli interventi aggiunti in seguito. I santi paggi reggono la palma del martirio e, mentre intorno alla figura di Sant’Elpidio, patrono del paese, si regge il senso della profondità del dipinto a partire da un vessillo rosso e oro che ondeggia alle sue spalle, in San Sebastiano si evidenzia la funzione protettrice contro la peste, che imperversò alla fine del ‘400 in quella zona.
I simboli della Passione e la croce si intravedono alle spalle del Cristo della lunetta, che emerge dal Santo sepolcro, con braccia aperte che rimandano alla Pietà di Monte San Martino.
Il tempo ha scurito i colori del trittico, che agli occhi dei critici non presenta una forma stilistica delineata, rendendo superficiale l’espressione della vita e della vitalità, e quindi difficile un vero avvicinamento alle figure da parte dell’osservatore.

VITTORE Crivelli

Trittico
Madonna adorante il Bambino, Sant’Elpidio, San Sebastiano lunetta: Cristo emergente dal sepolcro
Tempera su tavola
pannello centrale: 98×53 cm
pannelli laterali: 98×37,5; 98x 36,5 cm
lunetta: 64×147 cm
Quest’opera del 1496 fu alterata nel 1659, per l’aggiunta di due figure nell’ordine inferiore (Sant’Antonio e Santa Lucia a sinistra) e due a fianco della lunetta, l’Annunciata e San Gabriele Arcangelo. L’alterazione provoca un contrasto di stile, che si tentò di mascherare prolungando la cornice con due semplici paraste senza fregi.
Il Bambino giace in terra in una posa innaturale e rigida, adorato da una Vergine vestita di damascato ed in piedi davanti ad un drappo che copre il trono. Nei volti del bimbo e degli angeli si riconoscono gli interventi aggiunti in seguito. I santi paggi reggono la palma del martirio e, mentre intorno alla figura di Sant’Elpidio, patrono del paese, si regge il senso della profondità del dipinto a partire da un vessillo rosso e oro che ondeggia alle sue spalle, in San Sebastiano si evidenzia la funzione protettrice contro la peste, che imperversò alla fine del ‘400 in quella zona.
I simboli della Passione e la croce si intravedono alle spalle del Cristo della lunetta, che emerge dal Santo sepolcro, con braccia aperte che rimandano alla Pietà di Monte San Martino.
Il tempo ha scurito i colori del trittico, che agli occhi dei critici non presenta una forma stilistica delineata, rendendo superficiale l’espressione della vita e della vitalità, e quindi difficile un vero avvicinamento alle figure da parte dell’osservatore.