Le tre figure si ergono su un basso parapetto, coperto da un drappo sul quale poggiano le mani trafitte di Cristo. La Madonna in atteggiamento pietoso si inserisce nell’incavo prodotto dal reclinarsi della testa di Cristo (il figlio) e del San Giovanni che, dolente, gli sorregge il braccio. Zeri accosta il dipinto alla Pietà di Urbino, una delle primissime opere dipinte da Vittore nelle Marche. E’ evidente l’accostamento e le analogie con il disegno della Madonna col Bambino, nelle protuberanze delle ossa e le dita lunghe e nervose, la S allungata delle linee serpeggianti dei capelli e gli angoli acuti delle linee dei visi in entrambi i dipinti. Su tutti, si completa l’analogia all’esame del velo che circonda il collo della Vergine in ambedue le tavole. Il dipinto proviene forse dalla chiesa di S. Giuliano come scomparto centrale superiore del polittico disperso a cui appartenne anche la Madonna col Bambino, che potrebbe essere quello commissionato a Vittore Crivelli nel 1487 dai frati del monastero San Giuliano.

VITTORE Crivelli

Pietà, 1487 ca
Tempera su tavola, 77×61 cm
Le tre figure si ergono su un basso parapetto, coperto da un drappo sul quale poggiano le mani trafitte di Cristo. La Madonna in atteggiamento pietoso si inserisce nell’incavo prodotto dal reclinarsi della testa di Cristo (il figlio) e del San Giovanni che, dolente, gli sorregge il braccio. Zeri accosta il dipinto alla Pietà di Urbino, una delle primissime opere dipinte da Vittore nelle Marche. E’ evidente l’accostamento e le analogie con il disegno della Madonna col Bambino, nelle protuberanze delle ossa e le dita lunghe e nervose, la S allungata delle linee serpeggianti dei capelli e gli angoli acuti delle linee dei visi in entrambi i dipinti. Su tutti, si completa l’analogia all’esame del velo che circonda il collo della Vergine in ambedue le tavole. Il dipinto proviene forse dalla chiesa di S. Giuliano come scomparto centrale superiore del polittico disperso a cui appartenne anche la Madonna col Bambino, che potrebbe essere quello commissionato a Vittore Crivelli nel 1487 dai frati del monastero San Giuliano.